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Ehud Olmert, la condanna

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Ehud Olmert, la condanna

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I fatti risalgono agli anni Novanta, quando Ehud Olmert era sindaco di Gerusalemme e poi ministro per l’Industria e il Commercio.

Per il tribunale che l’ha condannato, Olmert ha partecipato a un sistema complesso di tangenti legate ad alcuni progetti edili a Gerusalemme.

Uno di questi riguarda il cosiddetto “Holyland”, la costruzione di una serie di abitazioni, considerate un pugno nell’occhio per l’architettura di Gerusalemme, che Olmert ha favorito con permessi e sgravi fiscali in cambio di denaro.

La gestione del conflitto in Libano nell’estate del 2006 e soprattutto il suo coinvolgimento in una serie di scandali finanziari, accelerano le dimissioni da premier, incarico che ricopre dal 2006, e che Olmert presenta formalmente nel 2008.

Negli anni successivi, viene processato per avere accettato fondi illeciti da un sostenitore statunitense e per truffa.

Nel 2012 arriva l’assoluzione per i capi d’accusa più gravi, anche se viene condannato per un reato di entità minore alla pena di un anno con sospensione.
L’assoluzione dalle accuse più gravi alimenta la voce di un suo possibile rientro in politica. Per poco, a dirla tutta.

Avvocato, Olmert inizia la sua carriera nel 1970 nel campo forense per dedicarsi quasi subito alla politica.

È sindaco di Gerusalemme per dieci anni e premier dal 2006, quandio succede a Ariel Sharon, messo fuori gioco da un ictus.

Quasi tre anni fa venne condannato a sette anni di carcere l’ex presidente dello stato di Israele, Moshe Katsav, per abusi sessuali e stupro.