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L'appello di Michelle Obama per le studentesse rapite

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L'appello di Michelle Obama per le studentesse rapite

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Nel mondo si moltiplicano le parole di condanna per il rapimento delle studentesse in Nigeria, e gli appelli per la loro liberazione.

A Washington attivisti dei diritti umani hanno promosso una manifestazione di solidarietà ai parenti, mentre Michelle Obama ha lanciato un appello:

“Preghiamo tutti affinché tornino, sane e salve – ha detto -.Restiamo vicini alle famiglie in questi momenti terribili. Mostriamo anche solo una parte del loro coraggio nel combattere per garantire il diritto all’istruzione a ogni ragazza del pianeta”.

Inedito l’intervento della first lady: per la prima volta ha parlato al posto del marito in occasione del discorso settimanale via radio e internet.

Intanto l’esercito nigeriano si difende: secondo Amnesty International sarebbe stato al corrente del blitz compiuto dai militanti islamici di Boko Haram.

Anche a Lagos si è svolta una manifestazione per chiedere il rilascio delle ragazze, oltre 250 liceali tra i 12 e i 18 anni di una scuola femminile rapite quasi un mese fa nel nord-est del Paese.

“Abbiamo bisogno della partecipazione di più nigeriani, in tutto il Paese – dice una donna -. È l’unico modo per fare sentire la nostra voce. Quando è troppo è troppo. Basta drammi, basta Boko Haram, basta politica”.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha espresso indignazione per il sequestro.

Mentre sempre più persone nel mondo si mobilitano, in Nigeria sono giunti gli esperti promessi da Barack Obama per collaborare con il governo nelle ricerche.