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Suona bene!

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Suona bene!

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Che si tratti di silenzio, musica o ritmi complicati, ciò che ascoltiamo influisce sulla capacità di imparare e sull’andamento scolastico in generale. Le tre storie di questa puntata lo dimostrano.

Scozia, il suono del silenzio

Il rumore si sta rivelando la peggiore causa di disagio ambientale in Europa, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Alcuni studi mostrano che l’esposizione a livelli eccessivi può compromettere le performance cognitive nei bambini.

Il silenzio è invece uno strumento per favorire la concentrazione e la meditazione. In un’aula scozzese si sta applicando questa ricetta agli studenti. Al Fettes College di Edinburgo, gli esercizi per la mente si fanno anche con cuscini e coperte.

Cisgiordania, rivoluzione in musica

Molti palestinesi soffrono di traumi di guerra e la musica è uno strumento per aiutarli a guarire, ma anche per rendere più efficaci i metodi di insegnamento.

Nel campo profughi palestinese di Shuafat, a Gerusalemme Est, è stato organizzato un seminario per le insegnanti, affinché imparassero ad usare la musica e il suono in aula. Questo le ha aiutate ad avere più fiducia in loro stesse, mentre i loro alunni hanno appreso le lezioni più facilmente e divertendosi.

Hong Kong, il ritmo insegna

Un batterista rock può avere molto da insegnare. In una scuola di musica di Hong Kong, suonare la batteria è un’attività seria. Imparare a suonare i poliritmi, ovvero riprodurre un ritmo con la mano sinistra, tenendone contemporaneamente un altro con la destra, sviluppa la capacità del cervello di pensare con chiarezza. E questo aiuta anche in altri campi. I bravi batteristi spesso vanno bene pure in altre materie.

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