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"Trans X Istanbul" il film sulle vite negate in Turchia

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"Trans X Istanbul" il film sulle vite negate in Turchia

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“Come colombe in attesa della primavera”, canta Ebru Kırancı donna transgender ad Istanbul, dove rischia la vita solo per il fatto di esistere. È la protagonista del film “Trans X Istanbul”.

In Turchia i transessuali sono gli ultimi. L’alternativa al mondo dello spettacolo, rifugio per pochi eletti, è la strada. Dal 2009 il numero delle vittime di omicidio è in continuo aumento, negli ultimi due anni sono stati una cinquantina gli assassinii di trans, secondo le statistiche ufficiali, ma il numero potrebbe essere superiore.

La storia di Kiranci, raccontata al festival del Cinema di Istanbul, è stata premiata con una menzione speciale per i diritti umani accordata dal Consiglio d’Europa.

Maria Binder, regista: “Ciò che abbiamo voluto mostrare è una serie di casi, un’analisi attraverso il cinema, su come discorsi che trasudano odio, possano trasformarsi in atti criminali. Per 9 mesi abbiamo seguito gli eventi che hanno condotto all’omicidio di una donna transessuale – è stato orribile – in teoria sapevamo potesse accadere, ma quando è avvenuto non potevano concepirlo …”.

La vita di un transessuale sulle strade turche non vale nulla, anche dal punto di vista giuridico, non vengono applicate le tutele di cui godono le comuni prostitute. Il fatto di avere un sesso differente dalla propria identità le pone al di fuori, anche dagli spazi urbani.

euronews: “Il tema di questo film è scottante. Quali sono le difficoltà che avete affrontato?

Maria Binder: “Nel mio film non ho voluto mostrare delle vittime, volevo fare un film su persone che prendono in mano la propria vita. Il tema affrontato nel mio film, è duro, ma volevo raccontarlo mantenendo uno sguardo ironico ed è il filo rosso che attraversa tutta la pellicola. Quando lo abbiamo mostrato, qui a Istanbul risuonavano le risate in sala, nonostante il tema sia difficile”.

Maria Binder non è nuova nell’affrontare temi delicati, sui diritti negati, dalla violenza sulle donne al razzismo. La sua attività di regista è indissolubilmente legata a quella di attivista per i diritti umani. Le sue produzioni non si esauriscono nella realizzazione di un prodotto cinematografico, rientrano in una strategia di comunicazine più ampia e “Trans X Istanbul” si inserisce in questo percorso.

2.54 itv (GERNMAN) Maria Binder:

“È un progetto ampio realizzato in collaborazione con le associazioni per i diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Abbiamo organizzato un programma completo di workshop, in modo da migliorare il loro rapporto con i media, per fare in modo che emergano le loro storie dal loro punto di vista. Con il film siamo in tour in 8 città della Turchia, non si stratta solo di mostrare il film è un lavoro più complesso, che riguarda la tutela dei diritti umani”.

Rappresentare una realtà ai margini ha posto prima di tutto un problema di finanziamenti. Dare voce ai transessuali è una scelta fuori mercato. Il film è stato realizzato grazie a fondi europei dedicati alla tutela dei diritti umani, perché l’esperienza avesse un impatto più ampio. Il film esce dunque dalle comuni logiche commerciali anche dal punto di vista della promozione ed è visibile anche online.