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Nigeria, mobilitazione internazionale per ritrovare le ragazze rapite

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Nigeria, mobilitazione internazionale per ritrovare le ragazze rapite

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La mobilitazione per ritrovare le oltre duecento ragazze nigeriane rapite da Boko Haram acquista proporzioni mondiali, in seguito alla rivendicazione dei sequestri da parte del leader della setta estremista. Washington e Parigi, che dispongono di mezzi militari nella regione, hanno offerto di condividere informazioni di intelligence con il governo nigeriano.

Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, ha detto che il presidente Hollande ha contattato il capo dello stato nigeriano, Goodluck Jonathan, per mettere a sua disposizione una squadra specializzata nella ricerca delle ragazze.

Né la Francia né gli Stati Uniti hanno precisato se l’aiuto offerto a Abuja comprenda anche l’uso di droni. Quel che è certo, è che il governo nigeriano si è sempre mostrato restio a condividere informazioni con potenze straniere e la cooperazione militare è pertanto limitata.

Secondo Jibrin Ibrahim, analista politico, le autorità di Abuja non appaiono in grado, da sole, di trovare le ragazze. Sottolinea però che, nell’accettare aiuto da parte di Paesi terzi, devono stare attente a non svendere la sovranità nazionale.

Mentre ancora si cerca di reagire alle minacce del capo di Boko Haram, che sarebbe pronto a vendere le ragazze rapite ai mercanti di sesso del Ciad, la setta islamica ha compiuto un’altra strage, uccidendo quasi trecento persone in una cittadina al confine con il Camerun.