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Un timido accordo sulla tassa sulle transazioni finanziarie

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Un timido accordo sulla tassa sulle transazioni finanziarie

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Robin Hood dovrà aspettare fino al 2016 per distribuire la tassa sulle transazioni finanziarie. E’ in corso un duro match tra gli stati membri, dicono gli attivisti di Oxfam con la loro manifestazione, a margine della riunione dei ministri delle finanze a Bruxelles.

Spiega la direttrice di Oxfam Natalia Alonso:
“Solo il 15% di questa tassa sarebbe sufficiente a coprire i tagli avvenuti in cinque paesi, ad esempio in Grecia, Italia e Spagna negli ultimi tre anni. Il 5% di questa tassa permetterebbe di finanziare un milione di infermiere in Africa”

Efy Koutsokosta, euronews:
“A qualche metro di distanza, ne hanno discusso i ministri delle finanze europei di dieci paesi che hanno trovato solo un accordo di principio ma restano molti dubbi sulle modalità di applicazione della tassa, che secondo la Commissione europea dovrebbe portare fino a 35 miliardi di euro all’anno nelle casse degli stati”

L’accordo approvato da dieci paesi tra cui l’Italia prevede dunque che la tassa si applicherà sulle azioni e su alcuni prodotti derivati, il ministro tedesco Wolfgang Schäuble che voleva presentare un’intesa prima delle elezioni, ostenta ottimismo: “In un primo momento vorremmo avere un accordo politico che possa entrare in vigore nel 2016, è un calendario ambizioso, ma vogliamo continuare a spingere per avere la tassa sulle transazioni finanziarie”.

Molto contraria la Gran Bretagna, che teme ripercussioni sulla City. Londra ha perso il ricorso alla corte di giustizia europea, ma promette ancora battaglia.