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La Presidente sudcoreana promette punizioni severe per i responsabili del naufragio

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La Presidente sudcoreana promette punizioni severe per i responsabili del naufragio

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I responsabili del naufragio del traghetto Sewol saranno severamente puniti. Lo promette la presidente della Corea del Sud Park Guen-Hye che ha di nuovo incontrato i parenti dei passeggeri ancora dati per dispersi.

Con il recupero di altri otto corpi il bilancio sale a 244 morti. I soccorritori, così come le famiglie, non vogliono abbandonare le speranze di trovare altri superstiti tra quanti mancano ancora all’appello, una sessantina.

Gli inquirenti hanno fatto sapere che il capitano del traghetto – affondato il 16 marzo a una ventina di chilometri dalla costa meridionale del Paese – aveva avvertito la società armatrice dell’instabilità della nave provocata dalla costruzione di cabine aggiuntive. Un avvertimento ignorato.

A bordo del Sewol c’erano 476 persone, tra cui più di trecentocinquanta studenti di un liceo a sud di Seul in gita scolastica. Da ormai settimane si moltiplicano i trubuti ai morti e ai dispersi in uno dei più gravi incidenti in mare nel Paese da oltre vent’anni.

Un incidente che ha fatto crollare la fiducia dei sudcoreani nelle istituzioni, causato, accusano in tanti, da corruzione e mancanza di appropriate norme di sicurezza.