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Morto il patron dell'Ilva Emilio Riva

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Morto il patron dell'Ilva Emilio Riva

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Il padrone dell’impresa siderurgica Ilva se n‘è andato ad 87 anni nella sua Milano dove era sottoposto all’obbligo di dimora da luglio 2013 dopo aver trascorso un anno agli arresti domiciliari, travolto dall’indagine sul disastro ambientale prodotta dall’indagine di Taranto, sede dell’acciaieria più vasta d’Europa. Un impianto grande due volte la città.

Riva era uno dei 50 imputati dell’udienza preliminare che comincerà il prossimo 19 giugno nel capoluogo tarantino.

L’Ilva nel 1995 fu privatizzata con la vendita al Gruppo Riva. L’operazione provocò non poche polemiche perché il prezzo pagato sembrò troppo basso.

Oggi però, in pochi piangono la morte di Emilio Riva e Twitter diventa il luogo dove additare il morto al pubblico ludibrio. Il termine più pacato è ‘Terrorista’ che cinguetta: “Insegna agli angeli a creare laghi rossi in Paradiso come accadde a Taranto”.

Distaccati anche i sindacati tarantini, prima tra tutti la Fim-Cisl che dice:

‘‘Riva non lascia un buon ricordo’‘. Il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, sembra una voce isolata quando
ammette che ‘‘abbiamo perso un grande imprenditore, un vero capitano d’industria’‘.

Resta complicata la situazione giudiziaria del gruppo. La procura pugliese ha chiesto il rinvio a giudizio per 50 persone per disastro ambientale e avvelenamento di sostanze alimentari. Il gruppo è anche accusato di una presunta maxi-evasione fiscale da 52 milioni di euro. L’Ilva dallo scorso anno è commissariata.

Foto: www.rivafe.com