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L'ultimo diamante

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L'ultimo diamante

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Ecco un thriller francese con protagonisti Bérénice Bejo e Yvan Attal. La storia ricalca lo schema di vittima e ladro che s’innamorano.

Éric Barbier, regista: “Questo è il gioiello che Yvan ruba, costa circa 50 milioni – è magnifico – è lei che lo vende e lui lo ruba”.

Simon, appena uscito dal carcere, collabora con una banda di criminali nel furto di un famoso diamante messo all’asta ad Anversa. Il gioiello, un pezzo storico, è appartenuto a Marie Neuville, un’esperta di diamanti che, dopo la morte, ha lasciato alla meno capace figlia Julia l’incarico di venderlo. Ad Anversa, Simon incontra Julia presentandosi come un amico della madre e riesce a mettere a segno il suo piano.

Éric Barbier: “Il cinema francese aveva vissuto un periodo di grande vitalità, fra gli anni 50 e 70 con film cosi’. Molti registi si erano cimentati in questo genere, e credo che sia stato un piacere lavorare su “Le dernière diamant”, ci siamo riallacciati al filone che era stato abbandonato in Francia”.

L’attore Yvan Attal si era distinto nel 2006 per aver lavorato nel film di Steven Spielberg’s “Munich”, dedicato al massacro del 1972 alle Olimpiadi di Monaco di Baviera. Bérénice Bejo era invece apparsa in “The Artist” incassando una nomination agli oscar.

E in questo rocambolesco thriller come è andato il lavoro fra la Bejo e Attal? Sentiamo.

Yvan Attal, attore: “Le cose sono filate lisce, in modo naturale fra Berenice e me. Ho l’impressione che dal primo giorno all’ultimo il rapporto è cambiato per via della migliore conoscenza che abbiamo maturato l’un nell’altro. Nelle sequenze che abbiamo girato la cosa agevole è che tutto è stato fatto col sorriso sue labbra”.

Éric Barbier, regista:
FRENCH: “Le scene si sono susseguite in leggerezza. C‘è stata della semplicità. Il piacere d’incontrarsi…anche Yvan a volte si è divertito con Bérénice con il testo…i loro silenzi il modo in cui l’hanno adattato”.

Yvan Attal, attore:
“Ci siamo anche domandati se la nostra coppia avrebbe potuto funzionare e noto che nel film funziona perfettamente”.

Bérénice Bejo, attrice:
“Il tutto funziona grazie al copione che è ottimo, c‘è stato un regista che sul set dirigeva con una visione e un inquadramento specifico delle cose. Le inquadrature anche funzionano molto bene, si è credibili”.

La sfida del regista era in effetti far si che tutto fosse credibile.

Éric Barbier: “Cio’ che fa scattare l’interesse per questo film è l’effetto di rimbalzo, cioè come si sorprende lo spettatore portandolo su una certa pista che a un certo propone un’altra uscita con la quale far scoprire altre cose della storia”.

Appena presentato in Francia il film sarà diffuso in Europa alla fine dell’anno.

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