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Elezioni politiche in Iraq, fra speranza e violenza

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Elezioni politiche in Iraq, fra speranza e violenza

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Le elezioni politiche irachene si svolgono in un clima di violenza e divisione. Dalle prime ore di questa mattina si susseguono notizie di seggi attaccati e si registrano già almeno 10 morti e una ventina di feriti.

Malgrado la minaccia del terrorismo, però, gli elettori stanno facendo il proprio dovere. Circa 20 milioni di persone sono chiamate ad eleggere i 328 deputati fra più di 9mila candidati.

Le autorità hanno messo in atto un grande dispositivo di sicurezza che prevede tra l’altro il divieto di circolazione per le auto private nella capitale.

“Siamo stanchi di questa vita – dice una donna – Siamo contrari a quanto sta accadendo, a tutta questa violenza, stanchi delle bombe. Spero tanto che Dio voglia frenare tutti questi attentati e che si possa tornare a vivere in pace”.

E un uomo aggiunge:

“Queste elezioni segnano una nuova unione fra l’Iraq e gli iracheni. Vogliamo che la nostra situazione cambi. Il nostro obiettivo e la nostra ambizione sono che il paese si metta sulla buona strada, e senza più fare marcia indietro”.

Il bilancio del governo Al Maliki è tutt’altro che roseo, caratterizzato com‘è da disoccupazione, corruzione, disgregazione del servizio pubblico, e sopratutto dalla violenza. Dall’inizio dell’anno si registrano, in media, 25 morti al giorno.

Malgrado tutto ciò, secondo il capo degli inviati dell’Onu, Nikolai Miladinov, le elezioni sono state organizzate in modo regolare:

“La Commissione elettorale irachena ha preparato il voto in modo molto professionale. Le autorità hanno la capacità di portare a termine lo scrutinio e tutte le forze politiche devono avere fiducia nel fatto che tutto sarà messo in atto perché le elezioni si svolgano in modo corretto”.

Il nostro inviato a Bagdad Mohamed Shaikhibrahim:

“Sensazioni contrastanti dominano gli iracheni oggi. Gli elettori da una parte sperano, ottimisticamente, in un futuro migliore, ma dall’altra temono gli attentati suicidi nei seggi e anche quello che sarà l’esito di questo voto per un popolo che è stanco di pagare le conseguenze delle aspre divergenze politiche e spera in un vero cambiamento”.