ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Alstom guarda a General Electric ma lascia la porta aperta a Siemens

Lettura in corso:

Alstom guarda a General Electric ma lascia la porta aperta a Siemens

Dimensioni di testo Aa Aa

Alstom vorrebbe parlare americano, ma Parigi non ci sta. Per cui, tutto rimandato.

Il board del gruppo ingegneristico francese ha accettato all’unanimità l’offerta da 12,35 miliardi di euro di General Electric per il suo ramo energetico.

Ma ha anche lasciato una porta aperta all’altro pretendente, la tedesca Siemens, predisponendo una commissione di revisori indipendenti che si pronuncerà entro la fine di maggio.

“La cultura aziendale americana si basa sulla competizione tra impiegati, che pesa molto su di essi e produce una certa pressione su di essi”, commenta, preoccupato, un dipendente.

“Se potessi scegliere io, preferirei che Alstom rimanesse un’azienda francese, con i centri decisionali in Francia”, dice un altro.

Quest’ultimo punto di vista è quello espresso anche dai vertici del governo francese, in particolar modo il ministro dell’Economia (e promotore del “patriottismo economico”) Arnaud Montebourg, che avevano chiesto all’azienda di non prendere decisioni affrettate, specialmente per le ricadute occupazionali.

“Credo che, alla fine dei conti, GE si sia assicurata la vittoria. Le complessità implicate in un’eventuale successo dell’offerta di Siemens lo rendono molto meno probabile”, commenta Alastair McCaig, analista di IG.

“Le due aziende insieme, Alstom e Siemens, avrebbero oltre il 30% del mercato energetico dell’Unione europea e questo ovviamente creerebbe problemi in sede di antitrust”, aggiunge.

I tedeschi, che ora avranno accesso alle informazioni societarie di Alstom, propongono un vero e proprio scambio. Le attività di costruzione delle turbine elettriche in cambio, oltre che di liquidità, delle proprie divisioni ferrovie e metropolitane.

Parigi si professa neutrale, ma l’idea di due colossi franco-tedeschi sul modello di Airbus in campo energetico e dei trasporti le piace molto.