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Iraq: vigilia elettorale carica di tensione

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Iraq: vigilia elettorale carica di tensione

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Si respira una calma irreale a Baghdad, alla vigilia delle elezioni legislative.

Ma la tensione è palpabile. Nella capitale irachena sono aumentate le misure di sicurezza, con posti di blocco agli incroci delle principali arterie.

Provvedimenti necessari in una città dove solo nel mese di marzo la violenza ha ucciso 180 civili. Lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, milizie legate ad al-Qaida hanno minacciato di morte i sunniti che andranno a votare.

“Anche se siamo a rischio – dice un abitante – andremo lo stesso a votare contro i terroristi e contro il governo corrotto. Gli iracheni hanno deciso di cacciare coloro che sono al potere. Forse riusciremo a cambiare le cose”.

Il primo ministro Nuri al-Maliki è in corsa per il terzo mandato ma deve far fronte a un’opposizione agguerita che gli rimprovera la recrudescenza della violenza nel paese.
Ma al-Maliki, che al tempo stesso ricopre le cariche di ministro della difesa e dell’interno, ha accumulato nel corso degli ultimi otto anni un solido potere. Una carta che lo rende ancora favorito in questa tornata elettorale.

“Le strade di Baghdad sono quasi vuote e poco trafficate – racconta Mohammed Shaikhibrahim, inviato di euronews – La maggior parte dei negozi hanno chiuso soprattutto in vista dell’appuntamento elettorale di mercoledí e del coprifuoco”.