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Elezioni Ue: primo dibattito fra i candidati alla Commissione

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Elezioni Ue: primo dibattito fra i candidati alla Commissione

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Su euronews è andato in onda il primo dibattito fra i candidati alla presidenza della Commissione europea.

Sul palco di Maastricht, nei Paesi bassi, Martin Schultz, del Partito socialista europeo, Jean Claude Juncker, del Partito popolare europeo, Guy Verhofsadt, che rappresenta L’Alleanza dei liberali e democratici europei, e Ska Keller, dei Verdi europei.

Alexis Tsipras, candidato della Sinistra unitaria, ha declinato l’invito di euronews.

Il primo argomento trattato è quello dell’economia, con particolare riferimento alla disoccupazione giovanile.

“Anche i mercati devono essere posti sotto una sorta di controllo democratico” ha detto Schultz, che suggerisce di concedere alle Piccole e medie imprese un allungamento dei tempi per il rimborso dei debiti, come misura per spingere l’occupazione. Si tratterebbe di una misura soprattutto mirata ai paesi con il tasso più alto di disoccupazione, come la Spagna o il Portogallo. Questo programma di credito andrebbe alle Pmi che impiegano i giovani, sulla base di un programma di credito guidato dall’Unione europea.

Per la candidata dei verdi Ska Keller:

“Quello che serve davvero è investire nel futuro. Investire nelle cose di cui ha bisogno la società, come trasformare la nostra economia, rendendola più verde, in modo da poter frenare il cambiamento climatico, investendo ad esempio nell’istruzione, nel servizio sanitario, perché questo è davvero utile alla società. Ma lo è anche la creazione di posti di lavoro, se sono posti di qualità, impieghi che consentano di vivere, di avere prospettive, e non che impongano sfruttamento”.

Per Jean Claude Juncker, del partito popolare europeo, una delle soluzioni consiste nell’investire di più in un mercato digitale più integrato che potrebbe portare all’Europa un valore aggiunto di almeno 500 miliardi di euro. Junker assicura anche di voler fare una battaglia europea contro il dumping sociale, “Ecco perché da tanti tanti anni – dice Juncker – mi dichiaro a favore a un salario minimo garantito in tutti i 28 paesi dell’Unione europea”.

Alla domanda, proveniente dal pubblico su come sia possibile per la Commissione fare veramente ciò che propone, quando il vero potere in Europa è detenuto dal Consiglio dei capi di governo europei e non dalla Commissione, il liberale Guy Verhofstadt ha risposto:

“Prima di tutto ci vuole un presidente della Commissione che abbia una visione per il futuro e che guidi la Commissione e che utilizzi il diritto all’iniziativa che ha. Dobbiamo fare proposte e presentare pacchetti legislativi sul tavolo del Consiglio e non quello che sta facendo Barroso. Prima telefona a Parigi e poi a Berlino, no, infatti è il contrario, prima Berlino e poi Parigi. E solo quando ha la luce verde da loro prende un’iniziativa, che non è abbastanza forte e arriva troppo tardi. Abbiamo bisogno di un governo europeo, una Commissione europea che esprima una leadership”.

Si è parlato anche di eurobond, secondo Juncker e Schultz non sono praticabili ancora, anche se entrambi si sono detti teoricamente a favore.