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La MERS semina il panico nella penisola araba

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La MERS semina il panico nella penisola araba

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Si moltiplicano i casi di MERS in Arabia Saudiata e negli Emirati Arabu Uniti. La MERS, sindrome respiratoria mediorientale è la cugina più grave, ma meno contagiosa della Sars, una forma atipica di polmonite apparsa per la prima volta nel 2002 in Cina. Anche la MERS è causata da un coronavirus, così chiamato per la sua forma circolare.

La MERS ha fatto 85 morti dalla fine del 2012 in Arabia Saudita, con il 47% dei casi in più lo scorso aprile, in particolare a Ryad e a Jeddah. Qui in particolare il più grande ospedale della città ha chiuso provisoriamente il pronto soccorso per l’aumento dei contagi. Ascoltiamo un esperto di malattie infettive:

“La maggior parte dei casi segnalati riguardano persone che già soffrono di altre malattie. Queste persone vengono infettate, non sappiamo ancora perché e da cosa. Ma quando questi pazienti vengono in ospedale, o sono a casa, contagiano le persone con cui sono a contatto, anche se queste ultime non soffrono di malattie croniche”.

In Arabia Saudita la paura cresce di pari passo alle critiche per la mancanza di informazioni precise. Sempre più persone comprano vitamine e maschere nelle farmacie. Una residente di Dubai:

“Ho paura perché penso che non ci diano abbastanza informazioni sulle misure sanitarie da osservare e come evitare il contagio”.

L’Organizazzione Mondiale della Sanità ha dichiarato che le cause dell’infezione sono sconsciute, ma i ricercatori hanno scoperto che il virus è molto diffuso tra i dromedari.

Il nostro corrispondente François Chignac:
“Se le ricerche dovessero concludere che i dromedari sono all’origine della MERS, le ricadute culturali potrebbero essere conseguenti per il Golfo. Qui i dromedari sono allevati come animali domestici e allenati su campi da corsa che da settembre a marzo danno vita a una delle tradizioni sportive più radicate della regione”.