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I 50 anni dell'Odissea spaziale dell'Europa

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I 50 anni dell'Odissea spaziale dell'Europa

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Oggi le scoperte spaziali sono alla portata di tutti con immagini e video sofisticati che ci vengono inviati da sonde, stazioni spaziali, satelitti lanciati a milioni di chilometri dalla Terra.

Ma non è stato sempre così facile e l’Europa quest’anno ha davvero un grosso successo da celebrare: cinquantanni di sfide entusiasmanti, successi e lanci roboanti conquistati anche a scapito di drammi e fallimenti.

E’ passato mezzo secolo da quando i paesi europei comincirono a collaborare in nome della ricerca scientifica e dell’esplorazione del cosmo, per arrivare a dare vita ad una nuova potenza spaziale, che oggi conosciamo come l’Agenzia Spaziale Europea (ESA)

A muoveri i primi passi, in piena Guerra Fredda, furono Edoardo Amaldi ed il francese Pierre Auger, due fisici europei, che credevano fermamente che missili e satelliti dovessero usati non come armi di deterrenza ma per la scoperta scientifica.

“I paesi che hanno creato il settore spaziale in Europa sono quelli che venti anni prima si erano combattuti in una guerra terribile. Questi paesi europei si riunirono e decisero di usare un linguaggio che non avrebbe acceso conflitti: la lingua della scienza” racconta Roger-Maurice Bonnet, ex Direttore scientifico dell’Agenzia spaziale Europea.

I primi successi…

Sotto la guida di Amaldi e Auger, l’Europa fondò due organizzazioni spaziali: una chiamata ELDO, per lo sviluppo di lanciatori e l’altra, la ESRO, per la ricerca scientifica. “Alla fine degli anni Sessanta, si cominciò a pensare che le due organizzazioni dovessero essere fuse. Il processo però non fu semplice, il programma fu approvato in un incontro estremamente teso nel 1973, che gettò le fondamenta di questa nuova organizzazione unica.” (l’ESA) dice lo storico John Krige della Georgia institute of Technology.

Nel 1979 fu lanciato per la volta il vettore francese Ariane 1 progettato principalmente per mettere in orbita satelliti di telecomunicazione ma spedì nello spazio anche missioni scientifiche, come la sonda Giotto che sfiorò la cometa di Halley nel 1986.

… ed i primi disastri

Dieci anni dopo, nel 1996, l’Odissea nello spazio dell’Europa incassò un duro colpo: Il nuovo Ariane 5, si alzò nel suo primo volo trasportando il prezioso carico dei satelliti Cluster.
Ma ad appena 40 secondi dal lancio esplose.

Verso il futuro

Cluster è ancora attiva e nel 2005 l’ESA, ha collaborato con la NASA per far atterrare la sonda Huygens sulla superficie di Titano, il satellite del pianeta Saturno. Una nuova pietra miliare nell’esplorazione spaziale .
“L’atterraggio di Huygens su Titano fu un su successo straordinario. Ma arrivarci fu anche snervante” racconta Gerhard Schwehm, ex manager delle missioni Cluster e di Rosetta (ESA).

Questioni prettamente “terrene”

Dietro al presigio della ricerca spaziale c‘è l’ombra di negoziazioni politiche ed economiche. ESA ha introdotto la regola dell’“equa contropartita”, ovvero ciò che viene investito da un paese deve ritornargli in forma di contratti tecnologici.

Il futuro è in una cometa

La gestione dei fondi per le scoperte spaziali è complicata ma ne vale la pena quando si hanno risultati come la costruzione di strumenti ancora operativi come Mars Express e Venurs Express ed ora la star di tutte le sonde: Rosetta.

IL mondo intero attende solo che Rosetta agganci la sua cometa e ci racconti i misteri dell’Universo.