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Ucraina, torture a morte nell'est. Turcinov: "croce su accordi di Ginevra"

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Ucraina, torture a morte nell'est. Turcinov: "croce su accordi di Ginevra"

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La “tortura a morte” di due persone nei pressi di Slaviansk ha convinto il presidente ad interim ucraino, Oleksander Turcinov, che le operazioni militari nell’est vanno riprese immediatamente.

Le scarse forze a disposizione rendono difficile credere che dalle parole si passi ad azioni concrete. Ma l’assassinio di un politico locale filogovernativo, Volodymyr Rybak, al quale appartiene uno dei cadaveri ritrovati, non poteva restare senza reazione. Secondo Kiev c‘è l’avallo russo. E gli accordi di Ginevra del 17 aprile, dunque, sono carta straccia.

D’altronde la situazione resta più che tesa in molte città. Come a Kramatorsk, dove i filorussi armati occupano la sede della polizia. Il capo della quale è stato catturato e portato a Slaviansk per avviare dei negoziati.

Nella stessa città si sono svolti anche i funerali dei tre uomini facenti parte di un posto di blocco filorusso, uccisi in una sparatoria domenica.

Al di là del confine, nei pressi del Mar Nero, il ben più possente esercito russo ha cominciato nuove manovre militari, che appaiono come un’ulteriore provocazione.

Alla quale arriva quella che sembra una replica immediata da parte degli Stati Uniti, la cui fregata Taylor ha attraversato il Bosforo, di ritorno dopo le riparazioni effettuate a Creta.

Si aggiungono 600 soldati inviati tra Polonia, Estonia e Lettonia, per esercitazioni che hanno tanto l’aria di un ulteriore mossa compiuta su una fragile scacchiera.