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Gabo, Messico e Colombia divisi sulla sepoltura

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Gabo, Messico e Colombia divisi sulla sepoltura

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Messico e Colombia uniti nel ricordo e divisi su dove conservare le ceneri di Gabriel Garcia Marquez. Il premio Nobel per la letteratura deceduto giovedì in Messico, dove viveva, è stato celebrato nella cattedrale di Bogotà, in Colombia, Paese in cui è nato e dove si recava regolarmente.

Mariana Garcés, Ministro della Cultura colombiano: “Gabo è stato uno scrittore diviso tra due Paesi. Ha deciso di vivere in Messico e i messicani lo hanno amato tanto quanto i colombiani. Crediamo che seppellire le sue ceneri in Messico o altrove sia una decisione privata, spetta alla famiglia”.

Presenti alla cerimonia, a Bogotà, le massime cariche dello Stato, molti ex presidenti e tanti comuni cittadini in fila per ore per l’ultimo saluto al colombiano più amato:

Jaime Abello Banfi Direttore Fondo Nazionale giornalisti ispanoamericani: “Ha formato la sua famiglia in Messico, i suoi figli, i nipoti sono messicani, vedremo cosa la sua famiglia deciderà, e sua moglie. Forse le sue ceneri dovrebbero essere divise tra Messico e Colombia”.

Colombiano di nascita, Marquez lavorò con il governo di Bogotà come mediatore con la guerriglia e lasciò il Paese amareggiato, per l’accusa di sostenere il gruppo armato nazionalista M19.