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Ucraina, proteste nell'est dove si chiede referendum per rompere con Kiev

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Ucraina, proteste nell'est dove si chiede referendum per rompere con Kiev

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Al grido di “Russia! Russia!” i separatisti di Luhansk, nell’Ucraina orientale, si sono riuniti per discutere i punti che vogliono sottoporre a referendum l’11 maggio prossimo, sancendo così la rottura con Kiev.

La tregua di Pasqua offerta dal governo non ha allentato la tensione. Al contrario, la sparatoria di domenica a Sloviansk rende sempre meno realistico l’accordo siglato a Ginevra.

“Non riconosciamo il governo che si è insediato con la forza e che sta dettando legge”, afferma un membro delle milizie filo-russe di Luhansk. “Stando alla costituzione – aggiunge – è il popolo che elegge il governo”.

Atmosfera pesante anche a Sloviansk, dove l’autoproclamato sindaco, che per ben due volte ha sollecitato l’intervento di Mosca, ha riferito del ritrovamento in un fiume di due persone assassinate, che afferma essere filo-russe.

Qui, come in altre località nell’est dell’Ucraina, i separatisti non sembrano intenzionati a rimuovere le barricate e a mettere fine all’occupazione degli edifici pubblici, come richiederebbe l’intesa di Ginevra.

E stupisce, in un contesto tanto teso, sentire il suono di un pianoforte che pare incoraggiare la pace. A suonarlo è il tedesco di origini italiane Davide Martello, che si era esibito anche durante le proteste di Taksim, in Turchia.