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Siria, il racconto di uno dei giornalisti francesi liberati

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Siria, il racconto di uno dei giornalisti francesi liberati

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Per dieci mesi hanno sofferto la fame e il freddo. Ora possono raccontare la loro esperienza, dopo essersela lasciata finalmente alle spalle i quattro giornalisti francesi rapiti nel giugno 2013 in Siria.

Il ritorno sul suolo francese è un sollievo atteso a lungo, ma senza mai perdere la speranza. Nicolas Hènin, dopo poco tempo dalla cattura, aveva provato a fuggire, senza riuscirci. Ora racconta: “ciò che ci ha dato sempre conforto è sapere come le autorità francesi stavano portando avanti i negoziati. Cercavano regolarmente prove del fatto che fossimo in vita, chiedevano di fare dei video o ponevano domande di cui solo noi potevamo sapere le risposte che venivano dalle nostre famiglie”.

I mesi passati in prigionia, però, non sono certamente stati una passeggiata: “c‘è stato qualche maltrattamento, ovviamente, ma è successo a tutti i prigionieri in Siria. La Siria è sempre stata un centro mondiale della tortura. Niente di sorprendente”.

Sono stati le guardie di frontiera turche a ritrovare i quattro lungo il confine con la Siria. Il governo francese nega che sia stato pagato un riscatto. La Siria è considerato attualmente il Paese più pericoloso al mondo per i giornalisti. Secondo Reporters sans frontiers, al momento ce ne sono almeno nove nelle mani di sequestratori.