ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Grecia, quanto costa al futuro del paese la fuga dei cervelli?

Lettura in corso:

Grecia, quanto costa al futuro del paese la fuga dei cervelli?

Dimensioni di testo Aa Aa

Dai gastarbeiters, gli immigrati con scarse qualifiche degli anni 60 alle nuove generazioni di migranti. Negli ultimi 5 anni la Grecia è stata tra i paesi europei più esposti alla crisi, che ha creato milioni di disoccupati. Molti dei quali sono giovani, istruiti e in cerca di migliori opportunità nei paesi del nord Europa.

Eleftheria è un’attrice greca. Tre anni fa ha lasciato Atene per trasferisi a Goteborg dopo che la crisi ha colpito duramente cinema e teatro ellenico. Appena arrivata in Svezia Eleftheria ha iniziato a lavorare per il teatro comunale della città. All’inizo si è occupata di tutto, persino delle pulizie. Oggi, dopo aver imparato la lingua, Eleftheria è tornata sul palco a recitare.
Ci racconta i suoi primi giorni in Svezia :“Ho pianto molto i primi giorni durante il tragitto da casa a teatro. Mi chiedevo come avrei potuto farcela. Come. Lo stress e il fardello che si portano dietro gli immigrati sono troppo ingombranti.

Ma Eleftheria non è la sola ad aver lasciato la Grecia per la Svezia. A Goteborg negli ultimi anni si è creata una vera comunità. George Zapartas è uno degli ultimi arrivati. Lasciata Atene sei mesi fa, dove lavorava nel settore dei media, George si è trasferito a Gotheborg con moglie e figli. “Non avrei mai pensato di lasciare il paese” racconta George “Ho 40 anni. Emigrare non è stata una mia scelta. Sono stato obbligato a farlo. L’insicurezza aumenta di giorno di giorno. Non sapere cosa accadrà domani, il mese prossimo. Qui, ho un programma. So che tra 6 mesi finirò qualcosa. In Grecia non sai mai cosa ti porta il domani. L’insicurezza ti distrugge, si trasforma in un cancro che ti divora dall’interno.

Se il sistema sanitario ellenico è in fase di smantellamento, in Svezia la richiesta di personale medico non manca. George é un chirurgo ortopedico, dopo la laurea in Grecia ha deciso di cercare lavoro fuori dal paese: “In teoria è ancora possibile scegliere la propria specializzazoione, ma se non ci sono posti, anche dopo aver studiato 7-8 anni, si resta in attesa!”.

In appena due anni sono stati 2.254 i greci ad aver scelto come destinazione la Scandinavia. Il 252% in più di quanto accadeva nel 2006, prima dello scoppio della crisi.

Un docente dell’Università di Linkoping spiega il costo che tale emigrazione ha sull’economia del sud Europa:“La mobilità del lavoro di cui spesso si parla non è necessariamente positiva per i paesi di origine. L’Europa sociale deve essere fatta soltanto per i paesi piu ricchi. Nel sud dell’Europa è stata cancellata, e lo stesso ora accade nell’Europa dell’Est a causa della crisi. Credo si tratti di un grande problema comunitario”.

Se tutti ammettono di avere mancanza del paese d’origine, quanti tornerebbero a casa un giorno?

“Non riuscirei a trovarmi col sistema sanitario greco. Se tornassi indietro, lo farei soltanto per lavorare nelle cliniche private” ammette George “Ma sono tempi molto difficili anche per queste”. Meno netta Elefhteria, che da cittadina europea crede nella mobilità :Non ho chiuso nessuna porta. Viviamo in Europa. Possiamo lavorare in Svezia, in Grecia, in Germania. Ora vivo qui, ma non so dove andrò domani. Dobbiamo guardare la vita così. Essere un po’ come degli uccelli”.