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Ucraina, il mercoledí nero delle milizie

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Ucraina, il mercoledí nero delle milizie

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A Pcholkino, un piccolo villaggio nel Bacino del Donetsk, regione storica dell’Ucraina, è notte. Qui, mercoledí, i soldati dell’esercito hanno deposto le armi davanti a una folla pacifica filo-russa di donne e bambini, uomini e anziani, la stessa che prima ha bloccato i mezzi blindati.

Sergio Cantone, inviato di euronews: “L’offensiva ucraina è stata congelata, si è trasformata in un’inversione a U”.

Quattordici veicoli blindati dell’esercito ucraino, senza armi, dopo essere stati bloccati a 30 chilometri dalla città di Slovyansk, fanno marcia indietro.

“La gente ha paura – spiega un uomo – teme per familiari e parenti. Non vuole lasciare passare i mezzi militari, non vuole che vengano usati per combattere”.

Mentre, ai filo-russi che entrano in città, Slavianks riserva un’accoglienza da eroi.

Alcuni dei blindati erano stati avvistati in precedenza a Kramatorsk, sotto il controllo delle forze ucraine. Poi una diserzione o, come altre fonti sembrano suggerire, un passaggio sotto il controllo di attivisti vicini a Mosca.

Quale che sia l’esatta provenienza degli uomini in verde, gli abitanti sgomitano per farsi ritrarre in foto con loro.

Mentre si registrano altri scontri nella città marittima di Mariupol, tra manifestanti anti-governativi e truppe militari.