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Droni marini crescono

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Droni marini crescono

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I droni in generale li vediamo in aria, eppure alcuni vengono concepiti per navigare. La californiana Liquid Robotics ha sviluppato un drone che puo’ solcare gli oceani. L’energia è fornita dal sole e dalle onde. E’ stato chiamato Wave Glider e puo’ bordeggiare per mesi facendo incetta di dati metereologici ed altre informazioni scientifiche. Consta di due parti: una in emersione ed una in immersione. La parte emersa sfrutta il moto ondoso per immagazzinare energia.

BILL VASS, PRESIDENTE LIQUID ROBOTICS:
“Possono scambiarsi dati fra loro cosi’ se hanno bisogno di processare informazioni di un certo peso possono unire le forze. Per noi il futuro è quello di avere una rete di droni che lavorano in equipe”.

L’ultima versione di questo drone marino pesa meno, ed è in grado di fornire una buona quantità di energia a strumenti che ne richiedono molta, come sonar e batimetri per analizzare e fotografare le profondità marine.”

E questo è il saildrone concepito ancora negli Stati Uniti. Ha battuto il record di distanza per un natante ad energia solare navigando l’anno scorso da San Francisco alle Hawaii. Oltre a raccogliere dati scientifici i droni vengo usati per pattugliare le acque territoriali marine e proteggere le barriere coralline.

RICHARD JENKINS: PRESIDENTE SAILDRONE:
“I controlli di polizia sono importanti quindi la guardia costiera deve controllare non solo le acque territoriali contro il traffico di droga ma anche i monumenti, gli atolli del pacifico le aree dove la pesca è illegale. Noi siamo in grado di pattugaliare tutto con una telecamera e il radar indicando se ci sono stati natanti che hanno infranto i divieti”.

Una connessione satellitare in uscita ed in entrata permette al Saildrone di mandare e ricevere dati ai centri di controllo mentre è in navigazione.