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Ucraina: Medvedev preoccupato, chiede di usare il cervello

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Ucraina: Medvedev preoccupato, chiede di usare il cervello

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La Russia chiede di usare il cervello, in Ucraina: Mosca ribadisce di non aver nulla a che fare con le milizie filo-russe che stanno agitando l’Est del Paese, e non condivide l’azione di forza decisa dal governo di Kiev.
È il premier russo, Dmitry Medvedev, a dirsi preoccupato:

“L’Ucraina è sull’orlo di una guerra civile. È spaventoso. E spero che tutti i responsabili, tutti quelli che decidono in questo momento, e intendo entrambe le parti, anche la autorità ucraine attuali, abbiano abbastanza cervello per evitare di portare il Paese a una simile tragedia”.

Ben diverso l’appello della NATO, che si rivolge invece proprio ai russi. È il Segretario Generale dell’Alleanza, Anders Fogh Rasmussen, a chiedere ai russi di spegnere la miccia:

“Chiedo alla Russia di fermare l’escalation di questa crisi, di ritirare le truppe dalle frontiere ucraine, di fermare la destabilizzazione dell’Ucraina e di dire in modo chiaro che non appoggia le azioni violente dei separatisti filo-russi”.

Senza effetti anche la telefonata intercorsa nelle ultime ore tra Barack Obama e Vladimir Putin, che si sono lungamente spiegati restando però ciascuno sulle proprie posizioni. Da parte americana si giustifica l’intervento armato deciso da Kiev nelle regioni orientali, che per Mosca è invece un atto inqualificabile, tanto che Putin ha poi chiesto alle Nazioni Unite di condannarlo.

E se Obama fa mostra di credere ancora un po’ nella via diplomatica, il Senatore Mc Cain, che all’inizio dei moti si era affrettato a presentarsi a Maidan per sostenere gli insorti, ora dice che non fornire aiuti militari all’Ucraina significherebbe incoraggiare Putin ad andare oltre. E lo dice nel corso di una visita in Estonia, all’estrema frontiera orientale dell’Europa.