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Boston: maratona nel ricordo dell'attentato

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Boston: maratona nel ricordo dell'attentato

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È passato un anno dall’attentato alla Maratona di Boston, che causò 3 morti e oltre 200 feriti, motli dei quali ora convivono con gravi menomazioni.
Mentre la città torna ad ospitare la competizione sportiva e ricorda le vittime in una cerimonia con il vicepresidente Joe Biden, tornare alla normalità è il sogno di chi quella tragedia è costretto a ricordarla ogni giorno.

“Penso che nessuno sappia cosa è in grado di fare finché non si trova in questa situazione” osserva Roseann Sdoia. “Credo che molta gente voglia solo tornare ad avere una vita normale. E questo è ciò che voglio fare. So che è scontato, ma voglio solo essere normale, come prima di un anno fa.”

“Ho imparato” sottolinea Heather Abbott “che sono molto più forte e resistente di quanto avrei mai immaginato.”

Il 15 Aprile 2013 due bombe artigianali esplosero in mezzo al pubblico al passaggio della maratona di Boston. Grazie alle telecamere di sorveglianza si scoprì subito che a depositare gli ordigni erano stati due fratelli di origine cecena.
Tamerlan Tsarnaev morì in uno scontro a fuoco con la polizia, mentre Dzokhar, arrestato dopo una caccia all’uomo, è sotto processo e rischia la pena di morte.