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A Donetsk, in mezzo alla protesta filo-russa

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A Donetsk, in mezzo alla protesta filo-russa

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Cosa vogliono, e perché, i militanti filo-russi nell’Est dell’Ucraina? E quanto sono appoggiati dalla popolazione locale? Euronews è andata a vedere la situazione a Donetsk, dove i manifestanti occupano da giorni la sede dell’amministrazione regionale.

Tutt’intorno ci sono delle barricate, ed è lì che abbiamo incontrato il capo della milizia dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk:

“L’unità del Paese – ci dice – deve essere mantenuta, questa è la mia opinione e quella dei miei amici. Non svenderemo mai la nostra Patria, io sono nato nell’Ucraina sovietica, e quindi mi chiedo perché non rilanciare la Comunità degli Stati Indipendenti”.

La vicinanza alla Russia è, per questo cosacco, un punto d’onore:

“I veri patrioti, quelli che vogliono la riunificazione con la Russia, non hanno soldi, quelli che hanno tanti soldi vogliono andare con l’Europa e l’America”.

Il Presidente ucraino a interim ha proposto un referendum nazionale. Qui a Donetsk non viene preso molto sul serio:

“Non staremo certo qui ad aspettare il referendum nazionale – dice il co-presidente del governo dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk -: noi vogliamo un referendum locale qui nella Repubblica di Donetsk. Abbiamo qualche legame con la Russia su temi specifici, come i diritti delle minoranze. Ma di integrare la Federazione russa proprio non è questione”.

Secondo gli ultimi sondaggi fatti proprio a Donetsk, la stragrande maggioranza non vuole uscire dall’Ucraina e tantomeno entrare in Russia. Ma vogliono più autonomia, e una delle ragioni è la paura, secondo questo sociologo:

“Gli abitanti dell’Ucraina orientale hanno paura dell’Ovest, temono che l’autorità centrale voglia punire queste regioni perché hanno sempre supportato Yanukovich e la sua famiglia, e hanno anche paura dei politici americani ed europei”.

La paura, la tensione, il dibattito sulle possibili forme di governo e sugli assi politici sono tutti temi che riscaldano qualche piazza ma non sembrano coinvolgere più di tanto la maggioranza della popolazione, come conferma il corrispondente di euronews:
“Nel resto della città, come nel resto di buona parte della provincia, le attività giornaliere continuano normalmente, le persone lavorano, nulla si è interrotto. C‘è forse una certa paura, e molta tensione. Ma per il resto tutto scorre normalmente”.