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Ucraina: gli attivisti filorussi respingono l'invito al dialogo di Kiev

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Ucraina: gli attivisti filorussi respingono l'invito al dialogo di Kiev

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Gli attivisti filorussi dell’est dell’Ucraina non raccolgono l’invito al dialogo lanciato dal governo di Kiev.

A Donetsk e a Luhansk, incuranti della visita nelle regioni in rivolta del premier Yatseniuk, i separatisti sostenuti da Mosca proseguono le occupazioni dei palazzi del potere senza apparentemente temere un intervento di sgombero.

“Ci descrivono come come terroristi e persone pericolose – dice Alexei Karyakin, uno degli attivisti filorussi – Da Kiev cercano di far credere che dentro nell’edificio abbiamo degli ostaggi, cosa non vera.
Tutti quelli che sono qui lo sono per libera scelta. Nessuno dei presenti è stato costretto a partecipare all’occupazione”.

Il premier Yatseniuk nella sua visita nel sud est del paese, non ha incontrato direttamente gli insorti ma i rappresentanti economici e istituzionali delle regioni. Pronto alle trattative come primo passo ha promesso di mantenere la legge che riconosce lo status del russo come lingua regionale e un decentramento dei poteri.

Segnali di distensione che al tempo stesso sono stati accompagnati dal ritiro in acque neutrali delle unità navali ucraine dispiegate al largo della Crimea.