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Ucraina: una famiglia divisa

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Ucraina: una famiglia divisa

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Sull’Ucraina le incomprensioni non sconvolgono soltanto gli equilibri tra Paesi al di qua e al di là dell’ex cortina di ferro, ma creano a volte fratture talmente profonde da dividere le famiglie al loro interno.
È successo a una giovane coppia partita da Donetsk per studiare e avviare una carriera e una nuova vita a Kiev. Nella capitale, Maksym e sua moglie hanno sostenuto i moti di Maidan. Lontani, a Est, i genitori di Maksym non potevano capire, e ancora non ci riescono:

“Mi chiedono perché ho dovuto andare a Maidan, invece di vivere tranquillamente la mia vita. E noi diciamo che lottiamo non certo solo per una qualche impronta europea di sviluppo, ma per la nostra dignità, per la libertà, per i diritti nel nostro Paese”.

I genitori di Maksym, a Donetsk, seguono la televisione russa, mentre Maksym e Vania a Kiev guardano canali più filo-occidentali. E il modo in cui se ne parla può modificare la percezione delle cose, come sottolinea una nota sociologa e sondaggista:

“Se prendiamo il Paese nel suo complesso, le istanze separatiste avevano un consenso intorno al 5%, che adesso è salito al 10%, ma è ancora evidentemente lontanissimo dall’essere una maggioranza”.

A Donetsk è circa il 18% a volere un’annessione alla Russia, mentre la stragrande maggioranza non vuole seguire l’esempio della Crimea. Il punto di vista di Maksym e Vania è abbastanza semplice: non ci sarà un conflitto militare, e la priorità adesso è dare una vita degna al loro figlio, Danylo. Dopodiché, anche il dialogo con i genitori si ricostruisce.