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Ucraina: gli insorti filorussi lasciano scadere l'ultimatum

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Ucraina: gli insorti filorussi lasciano scadere l'ultimatum

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Nessun segno di resa nelle città dell’Ucraina orientale. Gli attivisti filorussi non recedono nemmeno davanti allo scadere dell’ultimatum di 48 ore lanciato da Kiev.

I separatisti che stanno occupando da giorni i palazzi del potere di Donetsk e Lugansk hanno nelle ultime ore addirittura rinforzato le barricate, bruciato per riscaldarsi dei pneumatici e montato alcune cucine da campo.

Un messaggio chiaro al governo di Kiev che nel cercare di allentare la tensione aveva offerto agli insorti filorussi un’amnistia in cambio della consegna delle armi e della fine della protesta. Una soluzione politica avanzata dallo stesso presidente ad interim ucraino Turcinov che non ha comunque escluso la possibilità dell’uso della forza.

C‘è peró anche un nuovo focolaio di protesta: la città di Odessa, sempre nell’est del paese. Alcune migliaia di manifestanti filorussi sono scesi in piazza per chiedere un referendum per la secessione. La protesta è degenerata con scontri tra separatisti e alcuni attivisti pro Maidan.