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Rappresaglia economica di Israele contro i Territori

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Rappresaglia economica di Israele contro i Territori

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Israele ha congelato il trasferimento dei proventi fiscali ai palestinesi, nell’ambito di una serie di nuove sanzioni in rappresaglia alle richieste palestinesi di adesione a trattati e convenzioni internazionali.

Ma chi non ha onorato gli impegni?

Per Israele con la firma dei trattati l’autorità palestinese :

Premier israeliano, Benjamin Netanyaou :
“Mosse unilaterali avranno risposte unilaterali. Intendiamo continuare i negoziati, ma non lo faremo a qualsiasi prezzo”.

Israele, dal canto suo, non ha liberato, il 29 marzo scorso, il quarto, nonché ultimo contingente di prigionieri, venendo meno all’impegno preso nove mesi fa, nell’ultimo round di negoziati.
Israele ha chiesto un altro mese
di tempo, dando di fatto fuoco alle polveri.

L’Autorità palestinese sentendosi libera da vincoli, ha proceduto a chidere l’adesione a Convenzioni e trattati internazionali.
Incassando su questo punto il sostegno della Lega araba, mercoledì scorso.

A pagare il prezzo più alto la popolazione, che questa volta vede congelati il trasferimento dei fondi fiscali provenienti dalla commercializzazione delle merci palestinesi attraverso Israele.

Trasferimento che rappresenta 80 milioni di euro al mese, pari a 2/3 del bilancio di Ramallah.
Nella sola Cisgiordania, le restrizioni israeliane costano all’economia palestinese circa 2 miliardi e mezzo di euro, pari al 35% del suo Pil.
Israele dà anche lavoro ai palestinesi, il 10% degli occupati lavora in Israele.
Il tasso di disoccupazione nei territori è del 23%, a Gaza sale a 35%

Da qui l’importanza dell’aiuto internazionale, su cui contano 4 abitanti della Striscia di Gaza su cinque.

La chiusura delle frontiere tra Gaza e Egitto contibuisce al rallentamento dell’economia. Di recente i check point sono stati riaperti per tre giorni, dopo essere rimasti chiusi per 49 giorni.

Attraverso l’Egitto e i tunnel di contrabbando sopravvive un’economia parallela.
Molti di questi tunnel, con l’arrivo della nuova classe dirigente egiziana, sono stati chiusi, causando una forte ondata inflazionistica.