ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Troppo invadente. La corte europea boccia la legge anti-terrorismo sui dati personali

Lettura in corso:

Troppo invadente. La corte europea boccia la legge anti-terrorismo sui dati personali

Dimensioni di testo Aa Aa

Non protegge il diritto alla privacy. La corte di giustizia europea ha bocciato la direttiva per la conservazione dei dati personali, dati che vengono richiesti quando si completa un formulario in Internet, o relativi a telefonate.

Secondo i magistrati europei, la legge, creata per combattere il terrorismo e il crimine organizzato, non impedisce gli abusi nell’utilizzo dei dati personali.

Esulta la liberale olandese Sophia in ‘t Veld: “E’ una grande vittoria per lo stato di diritto e i diritti fondamentali, la necessità e l’utilità di questa direttiva non sono mai state provate, gli stati membri non sono mai riusciti a dimostrare che questa misura garantisca una maggiore sicurezza. E’ una legge cara, perché dà oneri finanziari alle società e viola la privacy dei cittadini”.

La legge è stata approvata nel 2006 dopo gli attentati di Madrid e Londra, ma dà allora lo scandalo dello spionaggio americano ai danni degli europei, ha cambiato il contesto.

Claude Moraes, deputato britannico laburista, è stato relatore dell’indagine del Parlamento europeo sullo spionaggio dell’agenzia americana NSA:
“Alla luce delle inchieste su questa raccolta di massa di dati, alla luce delle rivelazioni di Edward Snowden, e delle attuali prassi, ci sembra evidente che la direttiva sulla conservazione dei dati ha molte lacune, la corte di giustizia ha fatto oggi quello che gli stati membri hanno evitato di fare per anni”

Spetterà alla prossima commissione europea presentare una nuova proposta e limitare l’archiviazione dei dati personali, che al momento possono essere conservati per ben due anni.