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Ruanda, 20 anni dopo la carneficina

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Ruanda, 20 anni dopo la carneficina

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20 anni fa in Ruanda si consumava una delle peggiori stragi che la storia contemporanea ricordi. L’abbattimento dell’aereo dell’allora Presidente Juvénal Habyarimana il 6 aprile 1994 è la miccia che fa scattare il genocidio della minoranza Tutsi da parte degli estremisti Hutu che si accaniscono anche contro gli esponenti politici moderati della loro stessa etnia.

“Tante, tante persone sono morte in questa chiesa quindi è qui che voglio essere oggi, per ricordare le vittime” dice un uomo che prende parte alla messa nella chiesa della Santa Famiglia, a Kigali.

Durante i giorni del genocidio, tra aprile e inizio luglio, le chiese dove molti cercavano rifugio si sono trasformate in mattatoi. Una per tutte quella di Nyarubuye, nel comune di Kivumu, dove vennero uccise con granate, pistole e macete 1.500 persone.

La comunità internazionale abbandonò il Rwanda al suo destino. Le truppe Onu, dopo l’uccisione di 10 soldati belgi, restarono sul terreno ma con limiti di mandato che le resero impotenti.