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Barriere coralline, una stampante in 3D per salvarle

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Barriere coralline, una stampante in 3D per salvarle

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Un ingegnere italiano Enrico Dini è il creatore di D-Shape, una stampante in 3D unica al mondo. Dopo un’infanzia trascorsa in una località marina e una lunga carriera nella robotica, Enrico Dini si è servito delle sue competenze per creare una stampante in grado di riprodurre su vasta scala fondali marini e barriere coralline.

“Con la D-Shape si ricreano delle barriere artificiali grazie a tecniche particolari, e attraverso il ricorso a una specifica geometria, molto complessa. Impossibile da realizzare senza questa tecnologia. Parliamo di tecniche pensate per migliorare- in modo sostenibile- il ripopolamento di pesci nelle barriere coralline e prevenirle dall’erosione delle coste.

Strato dopo strato la D-Shape mescola la sabbia con un collante naturale al ritmo di cinque millimetri ogni tre minuti. Il risultato è una struttura molto complessa simile alla pietra, impossibile da riprodurre a mano.

“L’idea è di estrarre dal fondale la sabbia e il collante nello stesso posto dove andremo poi a riposizionare i nostri oggetti” spiega Enrico Dini.

Le riproduzioni create grazie alla D-Shape offrono un aiuto fondamentale nella lotta contro l’erosione delle coste. Il lavoro di Enrico Dini e del suo team è stato adottato per la sperimentazione in alcune università in Medio Oriente e Regno Unito.

“La stampa in 3D non si preoccupa della complessità” ammette David Rejeski, direttore del Wilson Center’s Science and Technology Innovation Program:“E’ quindi facile fare cose che sarebbero impossibili altrimenti. E’ uno strumento innovativo!”.

Se la tecnologia sviluppata da Dini appare utile alla difesa delle barriere coralline, per alcuni scienziati è importante anche lavorare al ripopolamento dei coralli naturali, fondamentali per la sopravvivenza di alcune specie di pesci