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Viktor Orbàn

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Viktor Orbàn

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Ultra popolare, Viktor Orbàn conquista la sua terza vittoria dopo il 2010 e il 1998. Il primo ministro ungherese continua a plasmare il suo paese a sua immagine e somiglianza. E le immagini ci raccontano dell’Ungheria e delle sue gesta, con Orbàn al comando.

“Lavorando insieme, abbiamo trasformato l’Ungheria. Da un avanzamento cencioso, lento con un pneumatico sgonfio abbiamo costruito una macchina da corsa veloce, affidabile e audace”.

Criticato soprattutto all’estero per il suo autoritarismo o addirittura il suo populismo, lo è anche da una parte della sua popolo che ne denuncia le derive, ma Orban si è reso indispensabile.
A partire dalla sua giovane età, che coincise con la caduta del comunismo nell’Est, di cui è stato strenuo oppositore.

È un moderno centrista, ma per garantire la sua carriera, opera una virata a destra e rifonda nel 1993 il Fidesz, alleanza dei giovani democratici, che aveva fondato cinque anni prima, con l’Unione Civica Ungherese, un partito conservatore e borghese.

Alla sua guida, viene eletto per la prima volta primo ministro nel 1998; il piú giovane ministro d’Europa, a 35 anni.
I buoni risultati economici di questo mandato conducono il suo partito alla vittoria nel 2002, ma il gioco delle alleanze lo allontana dal potere.

Dopo 8 anni a capo dell’opposizione, approfittando del disfacimento e del bilancio catastofico della coalizione di sinistra, torna in auge e viene rieletto. Da allora, con una buona maggioranza in Parlamento, moltiplica le sue iniziative.

In primo luogo dal punto di vista economico: dall’abbasamento del prezzo dell’energia, agli accesi discorsi contro la globalizzazione e il potere delle banche. Un populismo che marca punti in un paese dove 4 milioni di persone vive sotto la soglia di povertà.

Cifre che chi non sopporta fallimenti o contestazioni fa fatica a digerire e che senza dubbio costituiscono la ragione profonda di una legge molto controversa che permette di cacciare i senzatetto da determinati luoghi. Un’altra legge controversa è quella sui media, risalente al 2010. I media pubblici vengono riuniti in un’unica macro struttura e decine di giornalisti sono licenziati. Un organo di controllo ha poteri punitivi.

Orbàn e Strasburgo amano parlare a nome del ‘popolo’ o della ‘nazione’. Dotato di un certo carisma, Orbàn è soprattutto “un vero animale politico”.
Il Fidesz diventa simbolo nazionale e chiunque si metta contro il partito è accusato di tradire il paese.