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UE: il prossimo europarlamento, senza Cohn Bendit

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UE: il prossimo europarlamento, senza Cohn Bendit

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I verdi salutano Daniel Cohn Bendit, leader sessantottino che lascia la politica a sessantotto anni.

O meglio ne aveva sessantotto un anno fa, quando annunciò che non si sarebbe ricandidato, dopo vent’anni esuberanti all’Europarlamento.

Il quattro aprile ne ha già compiuto uno in più, il cinque gli hanno fatto la festa: “disegnami l’Europa”, il titolo del convegno che celebra il suo addio alla politica, e lui l’Europa la vede ancora in termini di speranza:

“Abbiamo bisogno di un’Europa federale”, dice. “Ci serve più Europa, un’Europa che sia capace di opporre qualcosa alla globalizzazione. E nei prossimi anni potremmo riuscirci”.

Dall’occupazione della Sorbona, che gli costò il divieto di rientrare in Francia in quanto “straniero sedizioso” – suo padre era tedesco – alla carriera politica il passo fu breve. In Germania entrò nei verdi, divenne poi il battagliero euro-deputato, sempre a cavallo tra Francia e Germania, che per vent’anni ha caratterizzato l’emiciclo di Strasburgo.

Ed è a Bruxelles che ora i verdi ne salutano il “nuovo inizio”. Cohn Bendit si dà ai documentari, a partire da un film sul calcio in Brasile.

Il corrispondente di euronews tesse le lodi del quasi ex deputato:

“Daniel Cohn-Bendit ha sempre combattuto, e continuerà a farlo, per un’Europa tollerante, democratica, libera. In questo è un’eccezione, un modello, persino una leggenda”.