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La ripresa nella zona euro: i buoni, i cattivi e gli inattivi

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La ripresa nella zona euro: i buoni, i cattivi e gli inattivi

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L’anno scorso, dopo che l’inflazione nell’Eurozona era scesa allo 0,7%, la Banca centrale europea tagliò a sorpresa i tassi di interesse al minimo storico. Questa settimana, nonostante una contrazione ancora più netta della crescita dei prezzi al consumo, ha deciso invece di non offrire nuovi sostegni alla fragile ripresa del blocco.

Una fragilità spesso citata quando si guarda alle enormi differenze tra le economie dei Paesi della zona euro. Di recente l’Italia ha subito un altro colpo quando ha toccato un nuovo record storico di disoccupazione. Il mercato del lavoro tedesco, al contrario, continua a migliorare.

In Francia l’aumento dei senza-lavoro è tra i fattori che sono costati al presidente Hollande una bruciante sconfitta alle urne. Il governo fuoriuscito dal rimpasto dovrà ora occuparsi di invertire la tendenza. E, da oggi in poi, far ripartire l’economia sarà un lavoro per due.

Dall’altro capo del mondo il Giappone cerca ormai da tempo di ridare lo slancio alla sua economia. Il governo ha provato con vari pacchetti di stimolo ma, con il debito pubblico fuori controllo, è stato costretto a introdurre un aumento dell’Iva per la prima volta in diciassette anni.

Le principali notizie economiche della settimana in quest’ultima edizione di Business Weekly.