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Afghanistan, al voto un Paese che cerca la normalità

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Afghanistan, al voto un Paese che cerca la normalità

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Il mondo si interroga sugli scenari internazionali che provocherà l’esito delle elezioni presidenziali in Afghanistan. Ma ci sono milioni di persone che vivono la realtà di tutti i giorni di questo Paese, che vede oltre un terzo della sua popolazione arrancare sotto la soglia di povertà.

L’inviato di euronews Mustafa Bag ha interpellato alcuni abitanti di Kabul. “Le persone che soffrono – dice un anziano – dovrebbero eleggere come presidente una brava persona. Un uomo saggio e che non sia stato coinvolto in ruberie che non abbia causato problemi…la persona che serve al Paese”.

Come ogni Paese povero, ospita la stridente contraddizione con ristoranti e centri commerciali, soprattutto nella Capitale Kabul, riservati a stranieri e all’elite locale che se li può permettere.

C‘è anche una vivace scena giovanile di musicisti, artisti, intellettuali.

Lasciando il centro per la periferia, lo scenario si fa più tetro. Palazzoni grigi ospitano famiglie che lottano per la sopravvivenza, non solo per la paura del terrorismo, ma per le difficili condizioni quotidiane.

I più grossi successi sono stati riscontrati, dalla fine del regime talebano, in ambito scolastico. La condizione femminile è migliorata, anche se c‘è molto ancora da fare.

“Il principale problema qui – dice un abitante di un quartiere periferico – è la mancanza d’acqua. Non ce n‘è abbastanza. Quando abbiamo acqua per un giorno intero vuol dire che poi non ce ne sarà per un mese”.

Decine di migliaia di persone vivono in questa periferia di Kabul. Non c‘è acqua corrente né elettricità regolare. La gente prende l’acqua, che scorre solo per poche ore al giorno, alle fontane e la porta a casa. Gli abitanti chiedono a chi sarà il nuovo presidente di prendersi cura di loro e fare attenzione alle infrastrutture.