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UE-AFRICA: le opinioni dei presidenti africani in esclusiva

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UE-AFRICA: le opinioni dei presidenti africani in esclusiva

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“Nel loro quarto vertice Europa e Africa a Bruxelles hanno discusso di una nuova forma di cooperazione tra i continenti”, spiega la corrispondente di Euronews Isabel Marques da Silva. “Gli aiuti allo sviluppo continueranno ad esistere, ma gli investimenti e il commercio dovrebbero avere un ruolo sempre più centrale nelle relazioni bilaterali. Euronews ha intervistato diversi diversi leader africani. Il presidente del Mozambico ad esempio si aspetta che l’Europa cooperi nel processo di industrializzazione africano” .

Paese segnato dalla povertà per decenni, il Mozambico ha recentemente scoperto importanti risorse energetiche ed è ora una delle dieci economie al mondo con la crescita più rapida .

Il presidente del Mozambico Armando Guebuza ritiene che due settori siano particolarmente importanti: “Quello che l’Europa può e deve continuare a fare è di sostenerci nelle infrastrutture e la formazione.

La nostra economia è legata tradizionalmente all’agricoltura, dove la produttività è in aumento, che è un passo importante. Ciò genera la necessità di sostenere il settore agro-industriale con nuove infrastrutture per lo sviluppo di questi processi”.

La sicurezza è stato uno dei temi principali del vertice: è stata approvata ufficialmente una missione militare europea nella repubblica centroafricana.
750 milioni di euro saranno stanziati nei prossimi tre anni per un fondo a sostegno della pace in Africa. Spiega Mohamed Ould Abdel Aziz, presidente della Mauritania e presidente dell’Unione Africana:

“Non si puo’ parlare di sviluppo senza parlare di sicurezza, perché è il solco sui cui riposa tutto. Non si puo investire in una zona dove c‘è dell’insicurezza. E’ vero che in particolare nella regione del Sahel, abbiamo vissuto molti problemi di insicurezza, ma non si tratta di qualche mese, è una questione che dura da un decennio”

Altro tema delicato è stato quello dell’immigrazione illegae, dopo la tragedia di Lampedusa e la morte ad ottobre di 300 persone annegate al largo dell’isola. Al vertice è stato adottato un piano d’azione per combattere i trafficanti di esseri umani.

Denis Sassou-Nguesso, Presidente del Congo:
“Sono convinto che l’Africa abbia le possibilità di far lavorare i propri giovani in Africa – e di non vederli nel fondo del Mediterraneo. Invece di essere un luogo di cooperazione tra l’Europa et l’Africa, il Mediterraneo è diventato un cimitero. E sono migliaia i giovani che annegano nel Mediterraneo”

Segnata da secoli di dominio coloniale, l’Africa tenta di rafforzare il processo di democratizzazione. Mo Ibrahim è un miliardario anglo-sudanese che nel 2007 ha creato il premio per la Leadership in Africa, per valorizzare il buon governo.

“L’Africa ha 30 democrazie funzionanti- dice Ibrahim – Dal 2000 al 2012 abbiamo avuto 120 elezioni in Africa, 40 volte abbiamo avuto un avvicendamento nei partiti al potere. Abbiamo bisogno di costruire istituzioni, non di personalità, non di leader carismatici o di generali, ma di istituzioni e di stato di diritto”.

Nella tabella di marcia per la cooperazione, i leader europei e africani si impegnano a “ rafforzare il ruolo delle istituzioni nella lotta all corruzione, ma non è cosi’ semplice, spiega il presidente della Nigeria Goodluck Jonathan:

“Non si deve accettare un qualsiasi livello di corruzione, no. Ma proprio come dicono i medici che è difficile trovare qualcuno sano al 100% , e si deve accettare un certo livello di malattia. Nessun essere umano vorrebbe accettare un po’ di malattia, si vuole stare bene al 100 %. ma quello che sto dicendo è difficile stare bene al 100 %” .

Sul piano della giustizia, i leader africani sono risentiti perché tutti i casi attualmente aperti da Corte penale internazionale sono contro leader africani . il presidente del Senegal ritiene che sia una giustizia di parte e spera che altre grandi potenze riconoscano la Corte penale internazionale.

Macky Sall, presidente del Senegal:
“Quando c‘è un accanimento solo contro i leader africani sotto accusa, c‘è un problema, si ha l’impressione di una giustizia a due velocità.
Non è normale che la corte penale internazionale privilegi solo i presidenti africani, non sono al corrente di altri casi che riguardino l’Europa.

Non ci possono dire che non ci sono crimini in Europa centrale, o persino nell’Europa occidentale. Gli stati uniti non sono membri della Corte, la Cina non è membro e nemmeno la Russia, gli africani al meno hanno accettato a maggioranza di essere membri della Corte Penale internazionale”.

Il prossimo vertice tra l’Unione europea e i capi di stato africani, si svolgerà in Africa tra 3 anni.