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Turchia. Corte Costituzionale ordina ritiro blocco Twitter

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Turchia. Corte Costituzionale ordina ritiro blocco Twitter

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Sul blocco di Twitter in Turchia a pronunciarsi è ora la Corte Costituzionale: una valutazione vincolante quella dei togati secondo cui la sospensione del servizio del social network viola la libertà d’espressione.

Ora il governo di Recep Tayyip Erdogan dovrà tornare sui propri passi. E d’altronde il risultato più atteso del Premier, la vittoria alle amministrative, è già in tasca alla maggioranza filo-islamica dell’Akp.

“La nostra speranza è che il peso della legalità prevalga e il governo ascolti i giudici. Se non sarà così ci rivolgeremo al tribunale penale oppure presentaremo una nuova denuncia alla Corte Costituzionale” dice Kerem Altiparmak, costituzionalista e accademico firmatario di una prima denuncia alla Corte Costituzionale.

Il blocco voluto da Erdogan risale al 20 marzo, esteso il 26 anche a Youtube: ottimo metodo per evitare, in periodo elettorale, la diffusione virale delle intercettazione che comprovavano le accuse di corruzione nei confronti del governo e del Premier in particolare. A bocciare per primo la legge voluta dal governo era già stato, due settimane fa, un tribunale di Ankara.