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Turchia: accuse di brogli alle elezioni, schede trovate nei rifiuti

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Turchia: accuse di brogli alle elezioni, schede trovate nei rifiuti

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Quando sono passati appena due giorni dalle elezioni amministrative è di nuovo alta tensione in Turchia.

Domenica l’AKP, il partito del premier Erdogan, nonostante scandali e accuse di corruzione sembrava aver avuto una valanga di voti. Poi sono arrivate le denunce di brogli e irregolarità sempre più numerose venute dall’opposizione, soprattutto ad Ankara.

E gli scontri si sono avuti anche a Istanbul, qui nelle immagini, dove le forze anti-sommossa si sono scontrate con migliaia di sostenitori dei partiti di opposizione che da lunedì presidiano la sede della Commissione elettorale centrale Ysk denunciando le frodi e chiedendo un nuovo conteggio dei voti.

Alcuni giornali hanno pubblicato foto di decine di schede elettorali gettate tra i rifiuti.

In teoria definitivi ma non ancora ufficiali i numeri hanno dato a livello nazionale il 45% al partito islamico Akp di Erdogan, contro il 28% al principale partito di opposizione, il Chp, il 15% ai nazionalisti del Mhp e il 6% ai curdi del Bdp. L’Akp avrebbe conservato Istanbul con 8 punti di distacco sul Chp, e Ankara.

Il candidato dell’opposizione nella capitale Mansur Yavas, che domenica notte si era proclamato vincitore sul sindaco uscente, l’Akp Melih Gokcek, ha presentato un ricorso formale.

Mentre Erdogan per ora si gode il successo con la famiglia. Anche se appena lunedì aveva dichiarato: i traditori della patria pagheranno.