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Manuel Valls, più Tony Blair o Nicolas Sarkozy?

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Manuel Valls, più Tony Blair o Nicolas Sarkozy?

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Manuel Carlo Valls Galfetti è un personaggio a tutto tondo. Abituato a fare i titoli dei giornali ben più del dimissionario Ayrault. Nato a Barcellona da famiglia cattolica, ma vicino alla comunità ebraica, a causa della moglie nota musicista, Valls, di origine svizzera per parte di madre, è stato spesso paragonato a Nicolas Sarkozy.

Stesso carattere fumantino, ma anche una determinazione di ferro, Valls non ha paura di prendere posizioni dure. Come quella sui Rom, quando ha minacciato strette rigorose ed espulsioni verso la Romania nei confronti di chi non si integra o rifiuta di lavorare. Posizioni difese anche in alcune interviste.

Uomo d’ordine, da ministro dell’interno o primo poliziotto di Francia ha promesso una stretta sull’ordine pubblico che gli ha anche attirato le simpatie di alcuni: “Sembra essere convincente. Crede in quello che dice e in Francia più giusta. Ne abbiamo bisogno, sembra incarnare dei veri valori. Almeno una speranza”, dice una giovane.

52 anni, Valls ama definirsi socialdemocratico, ma le sue posizioni sembrano piacere più a destra che a sinistra. Considerato da subito il più ingombrante fra i collaboratori di Hollande. Dopo la disfatta alle amministrative il presidente è stato costretto a scegliere come premier di un governo che dovrà abbassare e tasse mantenendo fede al patto di stabilità, proprio il suo rivale più acerrimo. Popolare non solo per la coerenza politica, ma anche per una maggiore stabilità nella vita privata. E anche questo in campagna elettorale, paga.