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Lo scultore che amava gli animali

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Lo scultore che amava gli animali

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Il milanese Rembrandt Bugatti, classe 1884, fratello del noto fondatore dell’omonimo marchio automobilistico era il secondogenito dell’artista di Art Nouveau Carlo Bugatti. La Alte Nationalgalerie di Berlino dedica adesso a Rembrandt una vasta mostra. Fin da ragazzo Rembrandt si appassiono’ alla natura. Le sue sculture maggiori rappresentano gli animali.

Philipp Demandt, Direttore della Alte Nationalgalerie: “Credo che Bugatti sia stato un grande e serio artista. Non rappresento’ gli animali in modo trionfale o in scene di combattimento come status simbol per l’alta società. Si recava allo zoo come si va in un luogo sicuro, sfruttava le varietà di forme e colori che vedeva dedicandosi all’arte con serietà, cosi’ fece cose speciali”.

Il suo amore per la natura lo portò ad andare nelle riserve naturali. Studiò le caratteristiche e le abitudini degli animali esotici. Le sue sculture di animali quali elefanti, pantere e leoni divennero molto popolari, tanto da costituire le sue opere più pregiate.

Bugatti visse in un ambiente culturalmente stimolante, continuamente circondato da artisti che frequentavano la casa dei genitori. Nel 1903 la famiglia si trasferì a Parigi.

Anke Daemgen, commissario della mostra: “Colloco’ una mela in modo tale che l’elefante fu costretto a torcersi per acchiapparla. Cosi’ poté rendersi conto dell’agilità di questi grandi animali e poterla descrivere”.

Con lo scoppio della guerra Bugatti si rese disponibile per accudire gl animali di uno zoo francese ma fu traumatizzato dal fatto che molti vennero soprressi per diverse ragioni. Rembrandt Bugatti si ammalò, soffrendo di una grave forma di depressione. Nel 1916, a soli 32 anni, si tolse la vita inalando gas. È sepolto nella tomba di famiglia, situata in un cimitero nella regione francese dell’Alsazia. Le sue opere sono in mostra a Berlino fino al 27 luglio.