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Ucraina: Maidan ricorda i suoi morti

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Ucraina: Maidan ricorda i suoi morti

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Quaranta giorni dopo, Maidan ricorda i suoi morti: nella piazza si è tenuta una cerimonia religiosa e centinaia di persone hanno poi acceso candele e deposto fiori.
Molte delle vittime sono cadute sotto i colpi di cecchini, dei quali è ancora ignota l’identità.

Il capo dell’amministrazione di Kiev – la capitale in questo momento non ha un sindaco – promette che quei morti non saranno dimenticati:

“le autorità cittadine adotteranno le misure necessarie perché quei morti restino nella memoria collettiva. Sicuramente si deciderà di creare un grande memoriale a Kiev, dopo averne discusso con gli architetti e sentito l’opinione pubblica. Dovrà stare qui per molto tempo. Il processo è stato avviato. Maidan è qualcosa che non avrà mai fine”.

“Penso che quei morti siano santi – argomenta una residente -: li hanno battezzati ‘i cento del paradiso’. Saremo loro eternamente grati per aver combattuto per darci giustizia e libertà”.

L’Ucraina vive una fase estremamente difficile, in cui deve ricostruire il sistema politico e amministrativo ma è schiacciata tra la crisi economica e le pesanti ingerenze straniere. Il collante per ora è il ricordo di Maidan, in attesa che le elezioni di maggio disegnino un nuovo Stato.