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La "Dietrich" all'asta

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La "Dietrich" all'asta

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Esiste la speranza che gli oggetti appartenuti a qualcuno restino come una reliquia? Da questo miraggio nascono le quotazioni di mercato come quelle che adesso mandano all’asta in America gli oggetti appartenuti alla diva tedesca Merlene Dietrich, protagonista memorabile de l’Angelo Azzurro di Josef von Sternberg nel 1930.

Il nipote mette all’asta la collezione esposta al Museo di Hollywood.

J. DAVID RIVA, nipote di Marlene Dietrich: “La collezione mostra i suoi aspetti piu’ umani. Parlava molto, parlava di cose molto diverse, di quello che accadeva nella sua vita, dei politici, parlava in modo personale, non come star, queste mi sembrano le cose interessanti che emergono dalle lettere e che riflettono una persona diversa rispetto al personaggio pubblico, rispetto all’immagine che si era creata in relazione a quello che il pubblico si aspetava da lei”.

Dopo la seconda guerra mondiale Marlene Dietrich si esibi’ come cantante, la sua carriera nello spettacolo si concluse nel 1975.Dipendente dall’alcool e dagli antidolorifici l’attrice ha poi scontato una non facile vecchiaia fino alla morte a Parigi nel 1992.

J. DAVID RIVA: “Marlene aveva capito che chi muore giovane come Marilyn Monroe, James Dean o altri viene ricordato per quello che è stato in gioventu’, non lo si ricorda da vecchio. Per questo si era eclissata, si era nascosta per fare in modo che la gente la ricordasse com’era stata. La cosa le rese in effetti ancora popolare, la sua immagine resto’ ancora nell’immaginario collettivo, questo fece si’ che i giornali hanno continuato ad intervistarla, a pagare per intervistarla. Vendeva libri, naturalmente si era resa conto che la sua bellezza e il suo glamour erano finiti”.

Viene messa all’asta a Los Angeles anche una delle molte lettere che le scrisse il premio nobel Ernest Hemingway circa sei anni prima del suicidio. Custodisce i sentimenti più intimi, e i desideri inappagati, dello scrittore. I 250 oggetti dell’attrice sono visibili on line fino al 6 aprile.