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Spagna.Le vittime dello scandalo "bimbi rubati" chiedono giustizia

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Spagna.Le vittime dello scandalo "bimbi rubati" chiedono giustizia

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Beatriz Beiras, euronews: “Per cercare di far luce sullo scandalo dei bambini rubati, ci colleghiamo con Madrid, dove c‘è Guillermo Peña. Benvenuto. Lei è avvocato e portavoce dell’associazione “SOS Bebés Robados”. La prima cosa che attira l’attenzione è che questa “tratta di neonati” è nata negli anni Cinquanta ed è proseguita fino agli anni ’80. Com‘è potuto accadere che neonati venissero rubati, chi c’era dietro, e perchè è successo?”

Guillermo Peña: “Penso che sia stata l’inerzia di un metodo che si è consolidato nel corso degli anni. Dietro lo scandalo dei neonati venduti ci sono stati sicuramente medici, infermieri, e forse alcuni dipendenti pubblici dell’ufficio anagrafe. L’inerzia ha permesso che, ideologie politiche a parte, questa insana e assurda abitudine prendesse piede nel Paese nel corso del tempo, portando anche profitto economico almeno fino agli anni ’80.”

euronews: “Quindi il motivo era anche economico?”

Guillermo Peña: “Probabilmente, forse all’inizio, nei primi anni ’40, ci furono delle finalità politiche, filosofiche che poi però furono fraintese e cambiarono, man mano che il regime di Franco prendeva piede nel Paese e si rafforzava. Iniziò allora a prevalere l’aspetto economico, era un ottimo modo per fare soldi quello di sottrarre i minori, soprattutto perché questa pratica poteva essere fatta senza lasciare traccia. Ecco perchè è sempre stato difficilissimo per le vittime poi ritrovare poi i loro cari e le loro vere famiglie.”

euronews: “Di che cosa parliamo esattamente: bimbi rubati alle loro madri, adozioni irregolari o illegali, compravendita di neonati?”

Guillermo Peña: “In primo luogo ci sono famiglie che cercano i loro figli, che pensano essere morti in ospedale, ma di fatto i genitori non hanno mai visto i corpicini dei loro piccoli senza vita. Ebbene quando si cercano documenti di stato civile non si trovano i certificati di morte, oppure non esistono corpi sepolti nel cimitero.

Poi ci sono le adozioni irregolari. Ovvero l’adozione di un bambino che viene dichiarato figlio di genitori ignoti alla nascita e, dopo essere stato registrato come tale, viene dato ad un’altra famiglia, ma attarverso una procedura irregolare, perché i veri genitori biologici non hanno mai acconsentito a questa adozione.

Infine c‘è il terzo caso, che è quello dei bambini che sono stati iscritti come figli di genitori ignoti e non sono mai stati adottati da nessuno.”

euronews: “Le vittime puntano il dito contro la giustizia, in molti dicono che i casi sono stati archiviati senza indagini, senza ascoltare nessuno. Perché è così difficile fare giustizia? “

Guillermo Peña: “Per conoscere la verità di quello che è successo ci sono solo due strade. La prima è di recuperare tutta la documentazione clinica e il registro civile, sempre se possibile, se non sono andati persi. Ed in secondo luogo incrociare i DNA. Per avere giustizia servono i documenti, si possono avere, su richiesta dei nostri avvocati e delle vittime stesse. Gli ospedali possono aprire i loro archivi, questi libri del Registro sono importanti perchè servono per tracciare la storia del bambino. Ritardi, applicazioni e reiterazioni tuttavia spesso impediscono di raccogliere tutti i dati, e senza prove purtroppo non si può avviare una procedura penale.”