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NATO vs Russia. Un braccio di ferro tra diplomazia e venti di guerra

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NATO vs Russia. Un braccio di ferro tra diplomazia e venti di guerra

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La Nato mostra il pugno duro con Mosca sulla questione della Crimea. Mentre la situazione al confine tra Ucraina e Russia resta tesissima. Ieri da Bruxelles il Presidente americano Obama, dopo aver ancora una volta escluso un intervento militare, ha chiamato i membri dell’Alleanza a formare un fronte comune.

“ Quello che faremo, sottolinea Obama, è tenere sempre fede al nostro impegno. Il nostro articolo 5 ci impone di difendere l’integrità territoriale e la sovranità degli alleati. E lo faremo. I paesi della Nato non saranno mai lasciati soli. Oggi gli aerei dell’Alleanza pattugliano i cieli dei Paesi Baltici e abbiamo rafforzato la nostra presenza in Polonia. Ovviamente siamo pronti anche a fare di più.”

Intanto la Nato fa alzare gli aerei-radar sui cieli di Romania e Polonia “per monitorare la situazione”, ma attenendosi rigorosamente allo spazio aereo dei paesi membri. Una missione di ricognizione ma anche una dimostrazione di forza. Un messaggio al presidente Putin.

Le relazioni tra Russia e Nato non sono mai state così tese dalla fine della “guerra fredda”. Nel 1999 entrano a far parte dell’Alleanza Atlantica 3 ex membri del Patto di Varsavia: polacchi, cechi e ungheresi. Nel giro di 10 anni la Nato arriva fino ai confini della Russia: con l’ingresso di Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia. Nel 2009 entrano anche Albania e Croazia. Ora, dopo l’Ucraina, l’Alleanza teme anche l’assorbimento di altre regioni di lingua russa, come la Transnistria, l’Ossezia e l’Abkhazia.

“Siamo molto preoccupati per quanto riguarda Ossezia e Transnistria. Sappiamo , dice il generale Philip Breedlove, comandante della Nato in Europa, che esiste da parte di Mosca la possibilità di farlo, questo è il problema. Non sapiamo bene quali siano i piani. Quello che si percepisce è che possa essere usata la stessa tecnica della Crimea.”

La storia insegna. Il capo del Cremlino ha preso come esempio il Kosovo. Nel 2008 la provincia si è autoproclamata indipendente. Un precedente, definito dallo stesso Putin a quel tempo, devastante. Un boomerang. Forse la Crimea è il nuovo Kosovo. Che tiene con il fiato sospeso l’Occidente e molti paesi baltici.