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MH370. Ministro Difesa Australia: ricerche "impresa logistica colossale"

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MH370. Ministro Difesa Australia: ricerche "impresa logistica colossale"

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Sono riprese nel Sud dell’Oceano Indiano le ricerche dei resti del volo MH370 Kuala Lumpur-Pechino sospese per le cattive condizioni meteo.

Velivoli dell’aviazione australiana sono nuovamente operativi nell’area in cui si sarebbe inabissato il Boeing 777 scomparso l’8 marzo. A oltre 2.500 chilometri dalle coste australiane, dove le immagini di satelliti francesi hanno evidenziato possibili parti dell’aereo.

“Fino a quando non avremo recuperato e identificato i detriti qualunque affermazione resta ipotetica” ha detto David Johnston, il Ministro della Difesa australiano. “Parliamo di una delle zone più remote del pianta: 3.500 metri di profondità, 2.500 chilometri da Perth. È un’impresa colossale dal punto di vista logistico”.

Le parole del Ministro della Difesa australiano sono purtroppo un messaggio indiretto ai familiari delle vittime riguardo alle speranze di poter recuperare i corpi dei loro cari o fare luce sull’accaduto. A Pechino alcuni di loro hanno protestato davanti all’ambasciata della Malesia.

“Ora sappiamo che l’aereo è precipitato” dice il fratello di uno dei passeggeri, americano. “Ne sapremo di più, speriamo. Ho pianto finora. Gli amici hanno telefonato piangendo per quel che stiamo passando. E so che piangerò ancora per molto”.

Se il recupero di parti del velivolo per una conferma definitiva si sta rivelando difficile, una sfida quasi impossibile appare il ritrovamento delle scatole nere. Le sole che, con la registrazione delle ultime due ore di quanto accaduto a bordo, potrebbero dare spiegazioni.