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La Crimea adotta ufficialmente il rublo. Ma è caos nei pagamenti

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La Crimea adotta ufficialmente il rublo. Ma è caos nei pagamenti

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Da lunedì il rublo russo è ufficialmente in corso in Crimea. Sulla quale, però, ora sventola la bandiera della confusione.

Banche e negozi trattano principalmente la moneta ucraina, la grivnia, che resterà in vigore fino al primo gennaio del 2016.

Colpa dei dubbi sul tasso di cambio: la Banca di Crimea l’ha fissato a 3,8 rubli per grivnia ma, vista l’autorevolezza di un’istituzione nata da una settimana, nei negozi è ancora molto volatile.

“Sarà un periodo di adattamento e le aziende soffriranno”, spiega l’economista Ashot Barsyegyan.

“Ci sono ancora legami tra le economie della Crimea e dell’Ucraina. Legami di produzione, dei consumatori e finanziari”, aggiunge.

Cambiare le grivnie in rubli è ancora difficile, considerati i limiti ai prelievi imposti dalle banche durante lo stallo tra Kiev e Mosca.

I consumatori, dal canto loro, temono che la transizione porterà ad un aumento dei prezzi, mentre i commercianti sono alle prese con problemi pratici.

“Le carte di credito, purtroppo, ancora non funzionano con i rubli”, racconta la titolare di un negozio, Elena Knyazeva. “Speriamo che le banche risolvano la cosa e che le persone possano pagare in rubli”, conclude.

Cattive notizie anche per chi ha votato l’annessione al referendum del 16 marzo sperando nelle più generose pensioni elargite da Mosca.

I pensionati e i dipendenti pubblici di Crimea riceveranno l’assegno in rubli al cambio fissato. Ma le somme, almeno per ora, saranno agli stessi livelli di quelle viste sotto l’egida di Kiev.