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Donetsk, città divisa nell'Est ucraino

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Donetsk, città divisa nell'Est ucraino

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Se il virus del separatismo si diffonde nell’Est ucraino. A Donetsk, bastione filorusso nell’Ucraina orientale dove un militante del partito Svoboda è stato ucciso il 13 di marzo, alcuni residenti, tra quanti si riuniscono ai piedi della statua di Lenin, raccolgono firme per chiedere un referendum sul futuro della regione.

“Più firme raccogliamo meglio è” dice uno di loro, un volontario.

Ma nella quinta più grande città ucraina, capoluogo dell’omonima regione, quella del cuore che batte per Mosca è solo una faccia della medaglia.

“Siamo un popolo unito, ci difenderemo, ci batteremo, la nostra sola strada è l’Europa, solo l’Europa ci salverà. Non vogliamo più che nessuno ci attacchi” dice un attivista ucraino nel corso di una delle ormai quotidiane manifestazioni in sostegno della rivoluzione di Maydan.

In una situazione di tensione latente gli attivisti ucraini hanno modificato la propria strategia, con piccole manifestazioni lampo per evitare gli scontri con i russofoni. Mentre le forze dell’ordine continuano a sorvegliare il palazzo della regione, assalito nei giorni scorsi bandiera russa alla mano.