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Vertice Ue, leader europei divisi su nuove sanzioni a Mosca

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Vertice Ue, leader europei divisi su nuove sanzioni a Mosca

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Alla ricerca di una posizione comune. Mentre s’infiamma la guerra di sanzioni tra Usa e Russia, i 28 leader cercano a Bruxelles di arrivare a una posizione comune verso Mosca. Il vertice di primavera in programma fino a venerdì servirà a mettere d’accordo i 28 in vista del G-7 di lunedì.

“I paesi europei devono parlare con una sola voce, e assicurarsi che venga fatto tutto il possibile per assicurare la costruzione di un’Ucraina più forte e democratica. In questo vertice firmeremo l’accordo con l’Ucraina, in modo da offrirle un futuro migliore, l’accesso al nostro mercato oltre che una vera politica di sostegno!” ha dichiarato David Cameron appena giunto a Bruxelles. Ma su Mosca i Paesi europei si dividono in due categorie: da un lato quelli propensi all’adozione di una linea dura contro la Russia, come la Gran Bretagna e quelli come la Germania che puntano, invece, sulla diplomazia e mettono in guardia sui rischi di un conflitto commerciale. “Parleremo di sanzioni” ha affermato Angela Merkel “Ci sarà un rafforzamento di quello che abbiamo chiamato: il secondo livello di sanzioni. Ovvero, restrizioni alla concessione dei visti e congelamento dei beni finanziari. In caso di nuove escalation, però, saremo pronti a passare all’introduzione di sanzioni economiche”.

Per molti leader europei una guerra commerciale con Mosca avrebbe effetti negativi anche per l’Europa, trascinando con se ogni debole segnale di ripresa. E’ di questa opinione Carsten Brzeski:“La cancelliera sa benissimo che le sanzioni economiche, da un punto di vista, nuocerebbero a entrambe le parti”.

La crisi in Ucraina rischia dunque di alimentare le fratture interne alla già provata Unione europea. Tra dipendenza energetica e affari commerciali, sono molti i paesi europei a guardare con apprensione allo svolgersi degli eventi.

Credo che in caso di aggressione delle russia, il paese più grande alle porte dell’Unione europea, molti paesi europei avranno difficoltà a mantenere intatta una posizione unitaria” ha dichiarato Steven Blockmans del Centro per gli Studi Politici europei “Questo a causa degli interessi economici, energetici, ma anche legati alla sicurezza. Interessi molto diversi tra i 28.

Da Bruxelles l’unica certezza è la firma dell’accordo di associazione con l’Ucraina. Lo stesso rifiutato da Yanukovich a novembre.