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Kiev non ha fretta di imporre i visti ai russi

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Kiev non ha fretta di imporre i visti ai russi

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Non è sicuro che sarà istituito il regime dei visti fra l’Ucraina e la Russia.

Annunciata mercoledì come una delle contromisure dopo l’ingresso della Crimea nel girone di Mosca, adesso le autorità di Kiev sembrano prendere tempo.

Per quanto riguarda invece lo status dei cittadini della penisola sul Mar nero, dal punto di vista russo tutto è chiaro, lo spiega Sergei Naryshkin il presidente della Duma, la Camera bassa:

“A partire dal 18 del mese di marzo, tutti i cittadini ucraini e tutte le persone apolidi e residenti sul territorio di Crimea e Sebastopoli sono riconosciuti come cittadini russi. Il confine di Stato della Repubblica di Crimea è ormai confine di Stato della Federazione Russa”.

La questione dei visti non riguarda solo le frizioni fra stati, è soprattutto un problema vero per centinaia di migliaia di persone qualunque, da una parte e dall’altra della frontiera, come a Kharkiv, nell’est dell’Ucraina:

“Io sono contro questa decisione perché ho ​​un sacco di parenti in Russia. Secondo me non ha senso. E suppongo che molte persone che vivono in Ucraina si ritrovano nella mia stessa situazione, con familiari in Russia” dice un uomo e un altro aggiunge:

“Siamo sempre stati abituati a vivere d’amore e d’accordo e adesso pare che non dobbiamo più neanche considerarci fratelli”.

Nel 2013 almeno 3 milioni di
ucraini hanno trovato lavoro in Russia, guadagnando l’equivalente di oltre quattordici miliardi di euro, pari al 12% del Pil ucraino. Quasi 2 milioni di cittadini russi si dichiarano di origine ucraina, secondo l’ultimo censimento del 2010.